PIR - Piani Individuali di Risparmio

L’applicativo permette agli Istituti Bancari di gestire la complessità fiscale derivante dal ruolo di sostituto d’imposta

PIR - Piani Individuali di Risparmio

La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio per il 2017) ha istituito i Piani Individuali di Risparmio a Lungo Termine (PIR). Si tratta di una forma di investimento per i risparmi delle famiglie finalizzato all’aumento delle opportunità per le piccole e medie imprese di ottenere risorse finanziarie per investimenti a lungo termine.

Agli investitori (persone fisiche residenti), in cambio del rispetto dei vincoli di durata (almeno 5 anni) e di composizione del portafoglio (almeno il 70% investito in strumenti “qualificati”, di cui almeno il 30% emessi da piccole o medie imprese), viene garantito un beneficio fiscale, ovvero l’esenzione totale sui redditi di capitale e sui redditi diversi derivanti dagli investimenti effettuati all’interno del “piano”.

La crescente offerta di strumenti “PIR compliant” (ETF, Fondi PIR), la possibilità di investire fino al 30% in strumenti “liberi” (obbligazioni corporate, titoli di Stato, etc.), la flessibilità, chiarita dalle linee guida pubblicate dal MEF, nel modificare la composizione del portafoglio mantenendo il diritto all’esenzione, sono elementi che offrono agli Istituti Bancari vantaggi competitivi rilevanti nell’offerta alla propria clientela rispetto alla staticità degli investimenti proposti dalle SGR (con il 100% del capitale investito vincolato per 5 anni in un unico fondo).

I piani PIR possono essere proposti nell’ambito di rapporti di gestione patrimoniale o di custodia e amministrazione.

 

La soluzione di CAD IT

L’applicativo permette agli Istituti Bancari di gestire la complessità fiscale derivante dal ruolo di sostituto d’imposta garantendo al cliente la completa applicazione dei vantaggi previsti dalla legge.

Nativamente integrato con l’Area Finanza, il modulo è utilizzabile con qualsiasi procedura di gestione dell’operatività in strumenti finanziari ed è composto da:

  • un motore di controllo delle soglie, della composizione e della durata degli investimenti; 
  • un motore di recupero fiscale che effettua il calcolo delle ritenute pregresse dovute per redditi di capitale e redditi diversi, con il calcolo delle minusvalenze a chiusura del piano.

Il motore di controllo analizza la movimentazione dei rapporti PIR allo scopo di:

  • verificare il rispetto dei limiti quantitativi (controllo soglie);
  • verificare il rispetto dei limiti qualitativi (controllo di composizione del portafoglio, inclusa la liquidità);
  • verificare il rispetto dei limiti di concentrazione;
  • verificare il rispetto dei requisiti temporali (controllo dell’holding period e delle tempistiche di reinvestimento);
  • segnalare l’approssimarsi e il superamento dei limiti con conseguente attivazione del motore di recupero della tassazione.

Il motore di recupero fiscale, in base al motivo che ne determina l’attivazione, identifica le operazioni per le quali va effettuato il recupero, tenendo conto:

  • dell’holding period di ciascuno strumento;
  • delle ritenute memorizzate sulla movimentazione (inclusa la movimentazione relativa a strumenti precedentemente dismessi, dei quali lo strumento in posizione rappresenta il reinvestimento, e le relative movimentazioni dei redditi derivanti da questi strumenti).

Il motore di recupero fiscale provvede ad applicare:

  • le ritenute sui redditi di capitale;
  • le ritenute sui redditi diversi.

Le funzionalità previste dal Modulo PIR a disposizione dell’Utente sono:

  • funzioni di caricamento delle partite a fronte di trasferimento da altro intermediario;
  • funzione di gestione delle minusvalenze;
  • monitor per l’interrogazione delle “partite” attive, con evidenza della composizione;
  • evidenza delle dismissioni non ancora reinvestite con indicazione della data limite per il reinvestimento e con indicazione delle imposte che sarebbero addebitate in caso di mancato reinvestimento nei termini previsti;
  • monitor per l’interrogazione degli alert prodotti dal motore di controllo;
  • report di giustificazione in caso di applicazione del recupero della tassazione.